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L'insostenibile pesantezza delle non-notizie di Natale

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  Ah, che bello il Natale! Cosa c'è di bello a Natale? Un elenco infinito di cose che ricorrono ogni anno: se siete di Vicenza apprezzerete "Le luci, Babbo Natale, i sassi" ( cit . leggendaria, l'autore probabilmente avrà adesso 60 anni ma fa ridere sempre); i dotti sondaggi dei telegiornali su "Pandoro e Panettone", oppure "Con quante persone passano il Natale gli Italiani"; offrono sempre prospettive incredibili e mai banali. le polemiche sul presepe nelle scuole. Ormai il punto 3 rientra pienamente tra le tradizioni ricorrenti nel nostro Paese. Non che sia una questione marginale, può essere molto più complesso di quanto crediamo. Da tempo nelle società si sentono sempre meno valori condivisi; il guaio è che i gruppi umani si formano su credenze condivise, per cui siamo sempre più individualisti (ma magari approfondiremo il tema in futuro). In ogni caso, il mio personale parere sulla questione Presepe è il seguente: non voglio parlarne. Non solo...

Unire i puntini, nel futuro

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Le lauree honoris causa non "servono", nel senso stretto della parola. Come dice il nome stesso, sono solo onorificenze. Eppure il discorso di ringraziamento di una laurea in particolare ha cambiato il mio modo di vedere le cose. Mi riferisco al celebre discorso di Steve Jobs del 2005 in occasione della sua laurea honoris causa all'università di Stanford. Per chi non ricordasse, Steve Jobs era il fondatore della Apple e dello studio di animazione Pixar. Il discorso viene ricordato per il "Stay hungry, stay foolish" ("Siate affamati, siate folli"); il passaggio su cui voglio concentrarmi oggi è però un altro. Andiamo con ordine. Noi, come i nostri antenati, almeno una volta l'anno alziamo lo sguardo su nel cielo e cerchiamo le stelle. Di solito accade d'estate, vuoi per il ciel sereno, vuoi per la notte di San Lorenzo, vuoi perché spesso si fanno le vacanze lontano dall'inquinamento luminoso delle città. Alcune app aiutano a trovare le coste...

Breve storia su come diventare miliardari con i dati delle persone

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Chi mi conosce sa che vengo dal mondo startup con  Dally . La prima domanda che un investitore vuole sapere in un pitch (il "pitch" è la presentazione di una startup) è la seguente: "Chi paga?", oppure "Qual è il modello di business?", che più o meno è la stessa cosa. Vediamo in questo articolo come ha fatto l' azienda più gratis del mondo , ovvero Facebook , a diventare un colosso con un prodotto apparentemente senza pagamenti. Anno domini 2004, un giovane Mark Zuckerberg crea la propria creaturina nei dormitori di Harvard.  Erano i primi anni in cui le persone cercavano connessioni su internet al di là delle email: nascevano i primi forum ; c'era MySpace ; qualcuno si ricorderà di Habbo Hotel . Lui s ceglie il nome "Facebook" ("libro delle facce", se vogliamo tradurre) perché nei college americani è tradizione avere un annuario con le foto di chi ha frequentato la stessa istituzione; di fatto, prende la rete sociale degli alum...

Rosso di sera, bel tempo si spera: come funziona l'Intelligenza Artificiale (parte 1)

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Il cinema è meraviglioso, la computer grafica ci permette di girare oggi scene incredibili con un senso di realismo mai visto. Una delle cose che mi piace di più è vedere come sono state girate effettivamente le scene. Si perde un po' di epicità, guardate per esempio la prima lezione di volo del primo film di Harry Potter, con l'attore retto da un braccio meccanico colorato di blu. Link del video Se siete interessati al tema, vi consiglio una  serie di video Youtube della casa di produzione "Slim Dogs". Ma qui non parliamo di cinema (almeno, non adesso). L'obiettivo di questo e dei prossimi articoli sarà svelare la presunta "magia" dentro l'Intelligenza Artificiale (AI), nel modo più semplice possibile. In particolare, oggi vediamo come fa l'AI a prendere decisioni . Il cuore dell'Intelligenza Artificiale è la probabilità . In qualsiasi modello esistente (analisi delle immagini, dei testi, ecc...), si associa sempre una probabilità che qualc...

Una lettera a un morto

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Caro Giovanni, Oggi tutto il popolo italiano ti ricorda. E te lo meriti, senza dubbio. La tua vita e le tue battaglie sono indiscussi esempi di virtù civiche alle quali tutti dobbiamo ispirarci. La lotta che hai portato avanti, uno scontro più grande di te e Paolo messi insieme, non è stata un fallimento perché hai mostrato alla Storia che sia possibile combattere il cancro di una società e, se non di distruggerlo, almeno di infliggergli duri colpi. La mafia si è evoluta nel tempo, si è istituzionalizzata, questo Paolo l'aveva capito benissimo, soprattutto pochi giorni prima della morte, quando (non casualmente) andò a confessarsi. Io personalmente non credo alle lacrime di coccodrillo di molti politici. Ma non solo di politici, anche di tutti coloro che piangono la morte di eroi come te e che poi aiutano il nipote a ottenere un posto di lavoro, fanno qualche chiamatina per assicurarsi che il figlio possa passare senza grosse difficoltà l'esame di maturità, parcheggiano la prop...

Notizie e Social tra Manipolazione e Personalizzazione

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Chi sceglie le notizie che leggiamo? Sblocchiamo il telefono  80 volte al giorno  in media. Lo smartphone è al centro delle nostre interazioni con il mondo esterno. Tra una foto di gattini e altro, capita di leggere notizie nei social. Per molti italiani i social sono la fonte di informazione prevalente . La domanda è dunque: perché vedo questa o quella notizia nella home? "Perché evidentemente mi interessa, altrimenti Facebook non la piazzerebbe lì" si potrebbe rispondere in modo un po' banale. Ma possiamo andare un po' più nel profondo. Il tema è molto grande, in questo articolo spiegherò in estrema sintesi il perché io veda o non veda un contenuto. Se vado in edicola, scelgo coscientemente di acquistare un quotidiano o un altro; se guardo la tv per il telegiornale, scelgo coscientemente un canale o un altro. In entrambi i casi dall'altro lato c'è una redazione guidata da un caporedattore che ha scelto di fare una selezione di notizie, ha scelto un tono di v...