L'insostenibile pesantezza delle non-notizie di Natale

 
Ah, che bello il Natale! Cosa c'è di bello a Natale? Un elenco infinito di cose che ricorrono ogni anno:

  1. se siete di Vicenza apprezzerete "Le luci, Babbo Natale, i sassi" (cit. leggendaria, l'autore probabilmente avrà adesso 60 anni ma fa ridere sempre);
  2. i dotti sondaggi dei telegiornali su "Pandoro e Panettone", oppure "Con quante persone passano il Natale gli Italiani"; offrono sempre prospettive incredibili e mai banali.
  3. le polemiche sul presepe nelle scuole.
Ormai il punto 3 rientra pienamente tra le tradizioni ricorrenti nel nostro Paese. Non che sia una questione marginale, può essere molto più complesso di quanto crediamo. Da tempo nelle società si sentono sempre meno valori condivisi; il guaio è che i gruppi umani si formano su credenze condivise, per cui siamo sempre più individualisti (ma magari approfondiremo il tema in futuro).

In ogni caso, il mio personale parere sulla questione Presepe è il seguente: non voglio parlarne.

Non solo non voglio parlarne: non voglio nemmeno sentire l'opinione degli altri.

Sicuramente ci saranno buone ragioni da un lato e dall'altro, non lo escludo. Anzi, potrebbe anche nascere un dibattito serio. Ma non ho voglia.

Non ho completamente voglia. Zero interesse.

E questo disinteresse si estende ormai a sempre più cose del dibattito pubblico.

A mio avviso l'agenda politica è volutamente piena di scemenze o argomenti polarizzanti, in modo tale da non affrontare questioni serie e sostanziali.

Vogliamo citarne una? La situazione del mercato automobilistico in Europa, per esempio. L'ormai ex CEO di Stellantis (un tempo FCA, un tempo FIAT, un tempo non so cosa) riceverà 100milioni per aver dato dimissioni anticipate. Ecco il vero miracolo di Natale.

Ma non parlare di questioni sostanziali è molto comodo, se non si hanno risposte. Allora riprendiamo con i discorsi sul presepe, su Pandoro e Panettone e "Una Poltrona per Due".

L'agenda pubblica è dominata da scemenze non sostanziali, con portate amplificate e manipolate dai social (ne ho parlato qui).

Ma cosa fare altrimenti? Io qualche idea ce l'ho. Ho messo alcuni semini in un video su Youtube, il primo di una serie. C'è anche tantissima AI bruttissima, ma veramente bruttissima, in uno spezzone ho modificato la mia voce (e l'AI l'ha rigenerata più virile della mia, mi sento quasi offeso). Penso che nel 2025 ci divertiremo, per chi vorrà.






Nel frattempo, il mio augurio per queste feste è il seguente: abbassate il volume, spegnete Instagram/X/MastoDon/Threads/Facebook/TikTok/MySpace/Habbo/Skype/WindowsLiveMessenger. Se vostro Zio inizia a decantare le voci del politico reazionario di turno, alzatevi e andate a dare una mano in cucina, perché non ci sarà modo di convincerlo o di riportarlo sulla giusta strada. Ma di questo parleremo in un prossimo articolo.

E comunque, ho 26 anni e ancora non ho mai visto "Una Poltrona per Due".

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